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CroceVia della Speranza - un ricordo di Luca Ingrascì
Monday, 08 February 2010 12:26

Capodanno alternativo 2010

CroceVia di Speranza
 

 Nei tanti incroci della vita, è solo l’incontro con Cristo che apre il cuore alla speranza… e alla vita vera!

 

Il Capodanno Alternativo è sempre un'occasione per incontrare vecchi amici o per fare nuove conoscenze, ma soprattutto può essere il momento per farsi abbracciare dalla gioia! Quella gioia che non si può tenere per sé, ma che bisogna trasmettere. E' la gioia di essersi riscoperti faccia a faccia con Cristo... per cui non può essere altro che la gioia della vita che scalpita, che si fa largo per esplodere in ciascuno di noi. E' la gioia della vita che va riconosciuta come dono da amare, scegliere e donare. E' stato sostanzialmente questo il filo rosso delle nostre giornate di fine 2009 e di inizio anno nuovo vissute a Roma, accanto al Papa, nella stupenda struttura di Monte Mario che da 17 anni ormai ospita i giovani “alternativi”.

  

* Amare la vita

 

Già la prima giornata è stata carica di emozioni e di spunti che ci hanno stuzzicato l'appetito. Infatti è stato richiamato il motivo principale per cui vale la pena di amare la vita, grazie alla profonda omelia di Mons. Giovanni D'Ercole e alle parole cariche di esperienza – non solo professionale – della prof.ssa Maria Luisa Di Pietro. “Amare la vita” perché la vita è un valore! Giustamente ce lo ricordava la Di Pietro, dato che oggi è facile spendere energie per riempirla di tutti i comfort possibili e immaginabili. Per quanto questi siano buoni e utili, spesso però ci distolgono da ciò che di per sé è veramente la vita...un valore, appunto. Anche dalle parole di Mons. D'Ercole è emerso quanto sia fondamentale tenere sempre alta la considerazione della “qualità della vita”, malgrado le sofferenze provocate dai diversi tipi di cataclismi che incombono lungo la nostra esistenza.

Un forte invito ad amare la vita ci è pervenuto anche dalle belle testimonianze di Alessandro, un ragazzo diversamente abile del nostro Centro di via della Camilluccia, che, nonostante la sua malattia, tiene alta la bandiera della vita e del carisma orionino; e di Chiara, che ha scelto di suscitare l'amore per la vita regalando un sorriso a chi soffre... sullo stile di Patch Adams.

Dopotutto, come disse Giovanni Paolo II ai giovani, la nostra vita “è priva di senso se non si incontra l'amore, se non lo si sperimenta e non si fa proprio”, soprattutto in una fase di speciale responsabilità e speranza tipica della nostra età, dove gli ideali di vita e le ansie per il futuro si fanno più impellenti.

 
 

* Scegliere la vita
 

 

Sant'Agostino diceva che non si può conoscere qualcosa senza amarla. Si potrebbe dire, quindi, che si sceglie la vita perché si ama. E il tema della “scelta” ha orientato la seconda giornata del Capodanno. La sera precedente si erano visitati anche alcuni luoghi della vita sociale, religiosa e politica, mentre la riflessione sullo “scegliere la vita” è scaturita dalla catechesi in uno dei luoghi più significativi della nostra tradizione cattolica: il Battistero di San Giovanni in Laterano. La vita, infatti, va scelta ad ogni costo, nonostante tutto, con quel coraggio che ci mette in moto per una scelta decisiva e da portare avanti con coerenza. Ma per realizzare tutto ciò è necessario ritornare alle origini, al nostro Battesimo. Soltanto ripensando e cercando di rivivere in ogni istante quel giorno che ci ha resi figli dell'unico Padre, possiamo “prendere il largo” in decisioni che cambiano radicalmente la vita. E' quanto ci ha confidato suor Gabriella, alla vigilia del suo “sì” a Cristo per tutta la vita con la professione dei 4 voti. Raccontando la sua “storia vocazionale” ha sottolineato il fatto che è Dio a sceglierci con le nostre povertà, permettendoci - richiamando le parole della catechesi di Don Vittorio Quaranta – di essere profondamente immersi nella sua volontà, come il pesce rimane vivo, forte e sano soltanto se si muove nelle profondità del mare.

 
 

* Donare la vita

 

Le “fontane di luce” ci hanno preparato a vivere la S. Messa di ringraziamento per l'anno trascorso e ad accogliere il nuovo anno. Abbiamo condiviso la gioia di festeggiare il 1 gennaio 2010 sotto lo sguardo paterno di Benedetto XVI, che ci ha rivolto direttamente il consueto saluto durante l'Angelus. Fino a partecipare ad un altro momento di intensa grazia e commozione: la Professione perpetua di suor Gabriella e suor Selina, presieduta da Don Sorani nella parrocchia di Ognissanti.

Una giornata caratterizzata non da tante parole sul tema del “dono” della vita, ma dalla consacrazione totale di sé delle due consorelle. Tanti erano i giovani presenti, giovani che, magari, respirano quel senso di tabù e di paura nei confronti del “per sempre”, ritenuto persino un qualcosa che danneggia l'essenza dell'amore e della vita. Per questo motivo “donare la vita” con spirito di sacrificio e di servizio gratuiti richiede un sincero amore per la vita. Solo così le nostre scelte possono essere feconde!

Perciò, caro giovane, ricordati che la tua realizzazione sta nell'amare, scegliere e donare la vita, come Gesù e come tante persone che, anche attorno a te, possono esserti d'esempio! E' questo il nostro “CroceVia di Speranza”!

 
 

Luca Ingrascì

 
 

 

1 gennaio: il saluto del Papa ai giovani orionini

Dopo la recita dell’Angelus, il Papa ha ricambiato gli auguri di inizio anno rivoltigli dal presidente della Repubblica italiana, Giorgio Napolitano, ed ha formulato i migliori auspici al popolo italiano per l’anno appena iniziato. E ancora, un saluto particolare agli aderenti al Movimento dell’Amore Familiare e ai giovani orionini che, stanotte, hanno pregato per le famiglie in Piazza San Pietro. A tutti l'augurio  “di custodire nel cuore, ogni giorno del nuovo anno, la pace che Cristo ci ha donato”.

 


 

 

 

 

 

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